Nel primo episodio del mio viaggio, abbiamo parlato di quanto sia difficile intraprendere un viaggio in solitaria. Con tutte le paure e le riflessioni del momento, di cui la gran parte possono esser caratterizzate come paranoie. Durante qualsiasi viaggio ci sono complicazioni, e questo non deve scoraggiarti, perché è il viaggio in sé stesso a cambiarti la vita. 

Ho preso un volo di sola andata. Ho stabilito un budget. Ho deciso che avrei viaggiato per massimo 14 giorni. Ti starai chiedendo del perché non ho preso anche un volo di rientro, ed hai ragione! Ho fatto questa scelta perché volevo esser un viaggiatore, un viaggiatore libero.

Volo Cagliari – Fiumicino alle prime luci dell’alba, e ritrovo Fabio che mi aspetta agli arrivi. Fabio è un mio caro amico che vive nella capitale, zona di Lunghezza. Da oltre 10 anni ha lasciato la Sardegna per motivi di lavoro, e questa era l’occasione giusta per stare un po’ insieme, per i primi due giorni di viaggio. Mi aspetta nei parcheggi con la sua Panda, del ’97, che ci accompagnerà in giro per la città.

Ormeggiamo i bagagli a casa sua e ci dirigiamo verso Trastevere, temperatura esterna 26°, all’interno della Panda saranno stati circa 40° perché a causa di un piccolo mal funzionamento usciva aria calda dal basso, vicino ai piedi. Piccoli dettagli che rendono il viaggio intrigante! 😀 Parcheggiamo e proseguiamo a piedi alla caccia di un ristorante in grado di sfornarci una carbonara decente. Carbonara per me ed una cacio e pepe per Fabio. Ci sediamo al ristorante Tonnarello, che già avevo tenuto d’occhio sui social e mi ispirava grazie alle recensioni positive su TripAdvisor.

Esplorare o visitare?

Ho deciso di non visitare alcuni luoghi “tipici” di Roma, ho preferito dedicarmi ai quartieri che non avevo mai esplorato, come Trastevere. E penso che esplorazione sia la parola giusta, quella che possiamo associare ad un viaggiatore. Abbiamo esplorato, camminando senza meta, senza nessun vincolo di orari o luoghi predefiniti. Ci siamo ritrovati a Ponte Sisto, abbiamo scattato delle foto ai rampicanti delle case e bevuto l’acqua delle fontanelle. Abbiamo vissuto la città, alla ricerca di noi stessi.

La sera abbiamo cenato da RoadHouse, e l’indomani mi sono dedicato allo sviluppo delle fotografie e all’editing dei vari video del giorno prima. Un pomeriggio di riposo e di lavoro, per poter vivere il viaggio non come una “vacanza” ma come un proseguimento della propria vita, senza distacco. Abbiamo esplorato San Lorenzo, un altro quartiere di Roma caratteristico e vivace: ricco di studenti universitari e piccoli locali in cui trascorrere un sabato sera.

Ti ho raccontato solo i primi due giorni di viaggio, ne mancano ancora tantissime e ci sono numerose riflessioni di cui vorrei parlarti. Se ti sei perso il primo episodio lo trovi qui, mentre il prossimo verrà pubblicato mercoledì!

Raccontami la tua esperienza!

E tu sei un viaggiatore o un turista? Raccontami nei commenti di quel tuo viaggio in cui hai superato dei limiti che credevi insormontabili.