Se ami fare fotografie in bianco e nero, quante volte ti sarai sentito dire che quella foto è “un po’ triste, meglio a colori”. Ti dirò la verità, l’ho sentito dire più di una volta, e mi sono reso conto di quanto la fotografia necessiti di una lettura più approfondita di un semplice giudizio meditato in 0,00001 secondi.

Dove nasce questa tecnica?

Nonostante le tecnologie digitali abbiano portato la fotografia a colori, il bianco e nero rimane sempre un must per qualsiasi fotografo. Chiunque si cimenta prima o poi nel realizzare foto di questo tipo, dall’amatore al professionista, dal fanatico dell’analogico vintage a chi usa solo reflex digitali. Tutto ciò nasce grazie alle prime pellicole utilizzate per fotografare, ma col tempo ha assunto un significato che va oltre il limite tecnico, anzi diventa qualcosa di ricercato appositamente.

Utilizzando il digitale le fotografie vengono sempre impresse a colori (ti sconsiglio di scattare in bianco e nero con gli effetti preimpostati della reflex), solo successivamente viene realizzato in post produzione un viraggio dei colori. In questo modo, dopo aver analizzato la fotografia in entrambe le versioni potrai comprendere quale versione funziona maggiormente. L’utilizzo di questa tecnica si adatta soprattutto alle fotografie street, spesso ai ritratti eleganti e ad una qualsiasi situazione in cui il fotografo vuole esprimere delle emozioni che più si adattano al bianco e nero.

Per esprimere emozioni

Ho parlato di emozioni, perché la vera funzione finale è quella di emozionare, ridurre la lettura dei colori a due semplici valori, bianco e nero. Incrementando la facilità di lettura della foto, eliminando lo sviluppo del colore (quello del bianco e nero è altrettanto difficile :P) che potrebbe portare alla creazione di errori di interpretazione come una foto troppo satura o mal equilibrata.

È solo pregiudizio pensare che l’equazione colori significhi “foto felice” o meno. Una foto monocromatica può raccontare un sorriso, una risata fortissima, una lacrima di gioia, un abbraccio, può esprimere la felicità nella sua espressione migliore, senza ulteriori spiegazioni, in maniera diretta, semplice.

Il bianco e nero elimina ogni sovrastruttura, lascia lo scheletro della fotografia, nudo e crudo. Forse è per questo che un po’ fa paura. Se ami la fotografia non porti questi limiti, pensa cosa vuoi raccontare e trova il tuo modo personale per farlo. La prossima volta che qualcuno ti dirà “è un po’ triste in bianco e nero”, fregatene! Lascia la foto così come l’hai immaginata e realizzata, concentrati piuttosto sul messaggio, sulla tua storia. Se funziona, il resto verrà da sé.

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