Quante opportunità abbiamo oggi per caricare un video online? Youtube, Twitch, Facebook, Instagram, TikTok, LinkedIn, Vimeo, tutte queste piattaforme danno la possibilità di caricare video. Come puoi scegliere il canale social e sfruttare il tuo prossimo video al 100%? Scegliendo la piattaforma giusta per il tuo contenuto. Oggi ne analizzeremo alcune e in futuro conto di parlarne più approfonditamente singolarmente.

Parti analizzando il tuo pubblico

La scelta che farai per il tuo prossimo video deve partire prima di tutto dal pubblico da cui vorresti farti conoscere. Ogni piattaforma ha in linea di massima un pubblico di riferimento e una modalità comportamentale. Chi guarda Youtube non si pone allo stesso modo su Instagram, chi guarda Vimeo potrebbe non aprire mai Facebook.

Possiamo racchiudere gli strumenti che abbiamo a disposizione in due macro categorie: quelli che ci permettono di fare content discovery (quindi di ricerca, scoperta) e quelli che sono più utili alla content consumption (di consumo, di fidelizzazione).

È importante questa distinzione che ci permette di capire che tipologia di contenuto dobbiamo creare se vogliamo puntare ad un obiettivo piuttosto che un altro. Se il nostro obiettivo è farci conoscere, useremo strumenti discovery, se invece vogliamo dialogare con le persone che già conoscono i nostri canali punteremo al puro consumo di contenuti e di conversione o fidelizzazione (detto anche nurturing, nutrimento). Il primo gruppo di strumenti sono fondamentali se il nostro obiettivo è la crescita, il secondo invece se il nostro obiettivo è costruire una community solida.

Strumenti di content consumption

Instagram TV (IGTV)

Da quando è stata lanciata ha sempre avuto attorno un alone di “crisi”. Non si è mai capito se IGTV abbia realmente il potenziale per competere con le più grandi piattaforme video. Il problema principale credo sia la piattaforma stessa. Instagram porta ad un consumo di contenuti iperattivo, allo scroll compulsivo ed ecco che IGTV si inserisce in un meccanismo complesso e veloce che difficilmente riesce a rallentare. Un po’ come quando qualcuno prova a fermarti in stazione mentre tu vai di fretta.

Con questa consapevolezza, è comprensibile che puntare ad un video di 30 minuti su Instagram sarà una sfida impossibile. Possiamo comunque sfruttare IGTV per una serie di video che vanno ad approfondire una tematica solo per chi realmente interessato.

Se ad esempio vuoi parlare per 5 minuti di come l’inquinamento globale stia cambiando il mondo, potresti realizzare 5 stories (come se fosse un trailer) e alla quinta condividere il video completo su IGTV con lo swipe-up (abilitato per qualsiasi account verso IGTV).

Qual è il vantaggio di questa strategia? Le persone non interessate dovranno saltare solo alcune stories. Gli account raggiunti e le visualizzazioni non crolleranno storia dopo storia perché chi è interessato andrà su IGTV.

Se sei una azienda, puoi usare IGTV per interviste e approfondimenti su determinate tematiche. Un’altra funzionalità degna di nota è la possibilità di poter salvare una diretta sotto forma di video IGTV, può tornare molto utile ma occhio ai tempi morti.

Ricapitolando

  • Proporzioni video 9:16, risoluzione 1080×1920 pixel;
  • Caricamento da Creator Studio oppure app;
  • Utile per video interviste, rubriche, approfondimenti sotto i 5 minuti;
  • Perfetto su video di massimo 5 minuti;
  • Molto complesso tenere l’attenzione oltre i 5 minuti;
  • Nonostante sia possibile ruotare lo schermo, sconsigliato su video orizzontali;
  • Evitare video troppo brevi (1 minuto) che andrebbero bene nelle stories;

Instagram Feed e Stories

Utilizzando Instagram per i nostri video abbiamo la possibilità di poter scegliere tra la pubblicazione nelle storie oppure nel feed. Vediamo i pro e contro di questi due strumenti ampiamente utilizzati.

Storie

  • Formato verticale: per avere un video ottimizzato nelle storie dobbiamo registrarlo verticalmente (considerando che non sarà utilizzabile altrove) oppure ritagliare un video orizzontale con una perdita di risoluzione. La seconda opzione è la più diffusa, resa possibile soprattutto dalle alte risoluzioni con cui vengono girati i video oggi, ad esempio in 4K. Il formato per le storie è 1080×1920 pixel.
  • Durata breve: ogni storia dura 15 secondi, all’aumentare delle storie aumenta la probabilità che le persone abbandonino il nostro video. Un video di 1 minuto corrisponde a 4 storie. Sembrano poche, ma nel comportamento compulsivo con cui vengono visualizzate sono un’eternità. Per questo motivo spesso un video di 30″ viene montato diversamente per poter durare 15 secondi.
  • Attenzione ai margini: considerando che nel mondo esistono migliaia di schermi differenti, come fa Instagram ad adattare il nostro video 9:16 in qualsiasi schermo? Ritagliandolo. Questo significa non poter avere il controllo dei margini di sicurezza che variano in base al dispositivo finale. Possiamo lasciare uno spazio sopra e sotto che viene occupato dall’interfaccia ma non sapremo mai se in un determinato schermo una parte di video viene ritagliata, ad esempio un viso, una scritta, o un prodotto.
  • Contenuti aggiuntivi: tra i pro delle storie di Instagram c’è sicuramente l’ecosistema di adesivi, gif, testi, musica, tag, che possiamo utilizzare in relazione al video. Consiglio sempre di utilizzarli per poter rendere più “familiare il contenuto” e differenziarlo con degli adesivi ricorrenti.
  • Raggiungibilità: rispetto ad altri canali, le storie hanno un’immediatezza che permette di raggiungere in pochissimo tempo molte persone. Se il tuo profilo Instagram ha una discreta fidelizzazione, una storia può raggiungere migliaia di persone. Le persone fidelizzate la vedranno per prima nella loro interfaccia in base a quanto spesso le aprono. Se con il tempo perdi attenzione (torniamo al discorso su IGTV), la reach delle tue storie diminuirà perché le persone che ti seguono la vedranno solo scorrendo.

Feed

  • Formato: nel feed di Instagram possiamo caricare video in due formati: 4:5 (verticale) e 16:9 (orizzontale). Il primo ha un ritaglio simile a quello delle storie ma leggermente più corto (in pixel 1080×1350) occupando un discreto spazio mentre si scorre tra i post. Il secondo occuperà meno spazio nell’interfaccia dell’app, ma ti permette di mantenere le proporzioni originali del video.
  • Durata: fino a 1 minuto. Alcuni account dividono i video più lunghi in pezzi da 1 minuto, in modo da creare un carosello di video. Personalmente trovo scomodo questo modo di fruire del contenuto perché ogni minuto ci si distrae per avanzare di video.
  • Quando utilizzarlo? Rispetto alle storie e a Instagram TV, inserirei il feed in una strategia di video brevi da massimo 1 minuto. Può esser facilmente condiviso nelle storie, rimane nel tempo (non solo per 24h), può mantenere il suo formato originale, ha una sezione di commenti, può esser salvato nei preferiti.

Reels

Da quel che ho potuto analizzare in queste settimane dal lancio, i Reels hanno dato dei buoni risultati in termini di visualizzazioni (che potrebbero essere di un solo secondo, ma qui entriamo nel mondo delle metriche Facebook).

Al momento purtroppo hanno un limite di 15 secondi (pare che verrà aumentato a 30 in futuro) e vengono utilizzati per lo più per la creazione di video potenzialmente virali. Alcuni ci caricano i video di TikTok, ma dal quel che ho potuto vedere le due piattaforme attirano creators differenti. Ho visto tanto travel e tutorial sui Reels. Consiglio l’utilizzo dei Reels come pura sperimentazione, ma al momento non lo inserirei ancora in una strategia.

Abbiamo visto come Instagram offre 4 strumenti differenti per le nostre strategie video. Le storie hanno una portata quotidiana, possono essere utilizzate per un lancio, per una anteprima, per un trailer, o per sponsorizzare un prodotto a pagamento. Il feed ci aiuta con uno spot ufficiale, con un video di un minuto che può raccontare tanto senza eccedere in lunghezza. IGTV da spazio a quei video di media durata che meritano un approfondimento, senza dover abbandonare la piattaforma, sono ottimizzati con swipe-up per le storie e condivisione anteprima nel feed (molto efficace).

Strumenti discovery

Qui raccogliamo i canali in cui le persone possono scoprire, fare ricerca, trovare la risposta alle loro domande con un video. Questo è il punto di forza di piattaforme come Youtube che grazie alla loro indicizzazione possono aiutarci a farci scoprire. In questo post vediamo le peculiarità di Youtube e Facebook Watch.

Youtube

Che tipologia di video funziona su Youtube? Intrattenimento sicuramente. Ma se sei un professionista, un’azienda, un imprenditore, aggiungerei: qualsiasi video che risponde ad una domanda.

Questo è uno dei metodi più efficaci per farsi conoscere e raggiungere nuove persone. Tutti i contenuti che carichiamo su Instagram difficilmente vengono indicizzati o ricercati per argomento: per quanto possano apparire come “consigliati” o tramite hashtag non fanno parte di un elenco strutturato di risultati di ricerca.

Youtube risponde alle domande delle persone. Proprio come Google. Se il tuo business risponde ad una domanda, puoi parlarne in un video su Youtube e fare in modo che tutte le parole chiave siano presenti, soprattutto nel titolo.

Ad esempio, il mio piccolissimo canale di Youtube ha avuto un picco quando ho raccontato la mia esperienza della partita IVA aperta con Fiscozen. Ho risposto a delle semplici domande: come apro la partita IVA? Quanto costa? A chi posso rivolgermi? E da queste domande sono arrivate gran parte delle persone sul mio video che cercavano informazioni su Youtube.

Come fare la pasta alla carbonara? Si, è ora di pranzo mentre scrivo.

Il funzionamento è molto simile a quello dello SEO su Google. Più la tua domanda è di nicchia e più il tuo risultato potrebbe apparire in cima se ritenuto valido da Youtube. Se rispondi con un video ad una domanda molto comune, potresti disperderti nei risultati. Ecco perché utilizzare Youtube diventa fondamentale per risolvere i problemi dei tuoi potenziali clienti, attraverso tutorial, guide, ma anche interviste lunghe (su Youtube 20 minuti non sono un problema se l’argomento interessa).

Le persone che frequentano Youtube entrano con la necessità di una risposta, e sono disposti a dare molto più tempo su un contenuto valido di quanto ne possa spendere un utente di Instagram nelle storie. Piattaforme diverse che hanno creato abitudini differenti. I creator di Youtube raramente propongono contenuti sotto i 10 minuti: certo, possono esser skippati, ma questo è un altro discorso.

Facebook Watch

Anche su Facebook Watch è possibile fare ricerche per argomento. Ho provato a cercare “Come fare la pasta alla carbonara” e i risultati sono ben indicizzati. Sicuramente non viene utilizzato tantissimo in questo modo, come invece avviene più su Youtube.

Uno degli elementi che ho molto apprezzato di Facebook Watch è l’algoritmo che propone video consigliati sempre molto attinenti dopo aver visto un primo contenuto. Inoltre su Facebook abbiamo un altro mezzo molto potente e ben organizzato: le dirette.

Le dirette sono possibili sia su Instagram che Youtube. Dove sono le persone che vorresti raggiungere? Nelle prossime settimane approfondiremo proprio questo argomento in un nuovo post, ti consiglio di iscriverti alla newsletter se non vuoi perdertelo!

Abbiamo visto le principali piattaforme video del momento. Ora tocca a te: dove caricherai il tuo prossimo video? Hai già strategia video?

Concludiamo qui il post dedicato a come scegliere il canale social per il tuo prossimo video.

Per qualsiasi domanda puoi scrivermi sui social o via mail. Nelle prossime settimane arriveranno altri post per approfondire alcuni argomenti che qui abbiamo solo accennato.

A presto!