Ho passato, come tutti, periodi tristi, momentanei, più o meno lunghi, e periodi di grande creatività, soddisfazione, felicità. In questi momenti amo prender la macchina e girare la notte ascoltando la mia musica preferita, lo faccio spesso. Una sera d’estate mi sono ritrovato a percorrere un rettilineo con i finestrini aperti, con l’aria fresca che entrava in macchina per la velocità. Tanti pensieri per la testa per uno come me che a non pensare non ci riesce proprio.

In quel momento di profonda delusione, mi resi conto di quanto la tristezza arrivasse spesso da fonti esterne. Dagli avvenimenti, dai comportamenti delle persone, da ciò che di negativo mi trovavo attorno. Ero una barca che cercava di attraversare il mare in tempesta, influenzato dalle cattive condizioni di viaggio.

Dove cercare la felicità?

Non è possibile che ci concentriamo sempre su ciò che non va, anziché sulle azioni reali che facciamo per superare quel momento. Abbiamo due pesi differenti per i pensieri, quelli negativi pesano il doppio di quelli positivi. Com’è possibile? Come possiamo delegare la felicità al caso, alle persone, al lavoro. Dando una aspettativa ed una responsabilità troppo alta a ciò cose che non possiamo influenzare o cambiare. Perché non possiamo evitare che un amico sbagli, che il lavoro vada sempre bene. Non possiamo permettere che la nostra felicità dipenda dagli altri. Non sempre.

Nessun uomo è un’isola, e spesso ciò che condividiamo rende la nostra vita un mix perfetto di gratitudine, benevolenza, affetto, amore. Ma perché non proviamo a far esplodere la felicità che tanto desideriamo dentro di noi, anziché ricercarla all’esterno in persone nuove, oggetti nuovi, lavori nuovi, eventi nuovi.

E se la felicità fosse già dentro di noi?

Forse tutti noi abbiamo il nostro kit di sopravvivenza e di felicità. Forse non sappiamo dov’è, non l’abbiamo mai trovato perché troppo impegnati a cercarlo negli altri. Sono sicuro che in futuro cercherò più spesso la felicità nei miei obiettivi, nelle mie passioni, nelle esperienze che mi rendono una persona migliore.

Vi saluto con questa piccola perla:

Sono convinto che cerchiamo la felicità nei posti sbagliati ed abbiamo riposto le nostre speranze su persone o cose che, semplicemente, non possono soddisfarci. Per quanto mi riguarda, sullo specchio sopra il lavandino ho scritto questa frase: “Ecco il viso della persona da cui dipende la tua felicità”.

J. Powell

Buona felicità, amici.
Daniele